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CAROL WYSS

In Suspenso

GiovedƬ 4 Febbraio ore 18,30

presso l’Hortus Artis del Tangram via Bonfigli, 12

 

L'intervento artistico di Carol Wyss arricchisce la programmazione di Hortus Artis, un ciclo di 12 mostre in uno spazio delimitato del suggestivo piano ribassato dello studio Tangram, ideato dall’omonima Associazione Culturale. L'Orto dell'arte ĆØ un invaso accogliente che vede, di volta in volta, mutare fisionomia grazie all'intervento di un diverso artista. La particolaritĆ  della manifestazione consiste in un ribaltamento della consueta logica espositiva. AnzichĆ© avere dei curatori che scelgono il lavoro di un artista, ogni partecipante individua il proprio successore stabilendo cosƬ una sorta di continuitĆ  di visione e interpretazione dell’arte. Solo successivamente ĆØ individuato un curatore a scelta dall'artista. Questa sorta di germinazione a catena, vede Carol Wyss selezionata dall'artista Simona Frillici. La cura della mostra ĆØ stata affidata all'artista Brillo Attimi.

Carol Wyss realizzerĆ  per l'Hortus Artis un'installazione sospesa di forme floreali (della serie INTO THE WILD) . Scrive il curatore Brillo: ā€œ...A comporre i fiori distinguiamo ossa, ossa umane...Le figure, realizzate usualmente su ampie superfici di carta, per Tangram, in un nuovo passaggio coerente della ricerca di Carol, sono fustellate e stanno sospese in aria come apparente presenza spaziale. Se da un lato ambiscono ad una dimensione scultorea si rivelano però artificio privo di reale spessore fisico, capace di animarsi alla vibratilitĆ  dell'aria. Il conturbante richiamo all'aldilĆ  di questa speculazione artistica fissa il suo appeal nella doppia materializzazione in una sola materia resistente (che nega la tenerezza del petalo), in un "monumento alla fine della vita" cui solo la costruzione e ricomposizione degli elementi costitutivi, spostando l'intero apparato, realizza un'alteritĆ  o meglio un diverso tempo posteriore. Si realizza in effetti uno spostamento dell'immobilitĆ  di ciò che ĆØ fermo e dunque l'arte, non obbligata alla imitazione che pure sceglie, si fa filosofia visiva e rappresenta nella morte la celebrazione della vita, quella, in ultima analisi, dello spettatore. Di quest'ultimo infatti l'appartenenza all'opera che viene forse a prima vista sottovalutata. Perciò l'arte insiste risultando necessaria proprio nel suo continuo figurar ossa.

I fiori, bellezza per eccellenza del tutto specifica e sintetica della natura morta, non bastano a raccontare di un impossibile sfiorire delle cose perchƩ comunque gli occhi vedono eppure fraintendono. Si presenta allora una 'scultura inquieta', un 'memento ...ossimori' giacchƩ dai pericoli ci si ripara innanzitutto con lo stile. Carol non ha dubbi amletici e dai piatti della bilancia ha tolto per la sua ricerca le sole evidenze dei resti ricomposti come fiori. Un solo oggettivo e ingannevole: "non essere".

 

 

 

 

Carol Wyss

nata in Svizzera, vive e lavora a Londra e nel Liechtenstein. Si ĆØ diplomata alla Slade School of Fine Art (University College London) ed ha esposto in Inghilterra, Liechtenstein, Svizzera, Austria, Francia e Germania.

Il lavoro di Carol Wyss ĆØ una ricerca concertata intorno alla struttura delle cose; adotta e separa strutture consuete e le ricompone in modo differente. Lo scheletro umano ĆØ la struttura base attraverso cui esamina la relazione tra la struttura umana e il suo ambiente. Smantellando e opponendo strutture esistenti vengono create nuove formazioni. L'astrazione ĆØ parte del processo – non nascondendo le origini, piuttosto ampliando possibilitĆ  di interpretazione. Ciò che appare a prima vista non ĆØ necessariamente ciò che ĆØ. www.carolwyss.net

 

 

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